Cos’è la fluenza verbale?

È una caratteristica del linguaggio parlato che riguarda il modo più o meno fluido e regolare con cui una persona produce una sequenza di parole, sillabe o suoni.

I disturbi della fluenza comprendono principalmente balbuzie e cluttering. La balbuzie è caratterizzata da ripetizioni, prolungamenti o blocchi nella produzione dei suoni, spesso accompagnati da tensione muscolare o strategie di evitamento. Il cluttering, meno conosciuto, è invece caratterizzato da un eloquio molto rapido e poco organizzato, che può rendere il parlato difficile da comprendere.


Quando rivolgersi al logopedista?

Chiunque presenti un disturbo della fluenza e desideri imparare strategie per ridurne l’impatto sulla vita quotidiana può trovare nel logopedista una figura di riferimento.

La balbuzie insorge generalmente nei primi anni di vita, di solito tra i due anni e mezzo e i quattro anni, e spesso presenta un andamento altalenante. In passato si parlava di una cosiddetta “balbuzie fisiologica” nei bambini; oggi sappiamo che, sebbene una parte dei bambini vada incontro a una remissione spontanea, l’insorgenza del disturbo è comunque legata alla presenza di fattori di rischio ed è essa stessa un fattore di rischio per la possibile cronicizzazione.

Per questo motivo è importante rivolgersi precocemente al logopedista. Quando vi sono buone probabilità di recupero spontaneo, il logopedista può monitorare l’evoluzione del disturbo e fornire indicazioni utili per prevenire un’ulteriore sviluppo della balbuzie.


In cosa consiste il trattamento?

Il trattamento viene definito sulla base delle caratteristiche della persona e di quanto emerge dalla valutazione, attraverso un piano terapeutico individualizzato.

Una parte importante del lavoro riguarda l’acquisizione di strategie che permettano di ridurre la tensione e migliorare il controllo del ritmo del parlato. In questo contesto risultano particolarmente utili il lavoro sulla respirazione costo-diaframmatica, sul ritmo e sull’uso della voce.

Anche qui, la mia formazione musicale mi risulta preziosa: utilizzo infatti esercizi basati sul ritmo, sul canto e sulla coordinazione respiratoria, strumenti efficaci per aiutare la persona a disinnescare i meccanismi disfunzionali che sostengono il disturbo.