Che cos'è la sordità?

La sordità è una riduzione più o meno grave della capacità uditiva. Il grado della perdita viene generalmente classificato in base alla soglia uditiva, espressa in decibel (dB):

Le conseguenze della perdita uditiva non sono le stesse per adulti e bambini. Nell’adulto una soglia di circa 40 dB comporta una disabilità funzionale, mentre nel bambino l’impatto sullo sviluppo può comparire già intorno ai 30 dB, poiché l’udito è fondamentale per l’acquisizione del linguaggio.

La sordità è una delle più comuni anomalie congenite, con una prevalenza stimata tra 0,5 e 1,5 casi ogni 1000 nati. Può avere un impatto significativo sullo sviluppo verbale, linguistico e cognitivo, oltre che sulla vita sociale, familiare e scolastica. L’entità delle conseguenze dipende da diversi fattori:


Qual è il ruolo del logopedista?

Il percorso diagnostico e riabilitativo si svolge generalmente all’interno di un’équipe multidisciplinare, che coinvolge diverse figure (neuropsichiatra infantile, audiologo, audiometrista, audioprotesista, logopedista...).

Il logopedista accompagna il bambino e la famiglia lungo tutto il percorso riabilitativo, aiutando i genitori a orientarsi nella scelta più informata tra protesizzazione acustica o impianto cocleare, quando indicati. Ma mentre protesi e impianto permettono di ovviare al deficit di trasduzione del segnale acustico, non garantiscono automaticamente lo sviluppo delle abilità uditive: ecco allora che il logopedista è fondamentale per lavorare sulla percezione uditiva.

Il bambino viene quindi accompagnato nell’acquisizione progressiva di diversi livelli di elaborazione uditiva:

Parallelamente impara a categorizzare i segnali acustici in base a diversi parametri percettivi:


Come si svolge la valutazione?

La valutazione di un bambino con perdita uditiva coinvolge diverse figure e comprende sia l’analisi delle competenze percettivo-uditive che la valutazione delle competenze comunicative e linguistiche. Le abilità uditive vengono indagate attraverso test specifici che presentano stimoli acustici secondo una gerarchia progressiva di difficoltà: prima i rumori ambientali e gli strumenti musicali, poi i suoni linguistici. Gli stimoli vengono variati per frequenza, intensità, timbro e presenza o assenza di rumore di fondo. Nei bambini più piccoli si utilizzano anche questionari e scale di osservazione compilati insieme ai genitori. 

Accanto alla valutazione uditiva è sempre necessaria una valutazione strutturata del linguaggio, analoga a quella utilizzata nei bambini normoudenti.


In cosa consiste il trattamento?

Sulla base dei risultati della valutazione viene costruito un piano riabilitativo individualizzato, che si articola su più dimensioni tra loro interconnesse:

Attraverso il gioco e attività strutturate si lavora sullo sviluppo dei prerequisiti del linguaggio, incoraggiando anche l’uso dei gesti, che non interferiscono con lo sviluppo linguistico ma anzi lo supportano. Gli obiettivi principali sono i seguenti:


E con il paziente adulto?

Anche nell’adulto la riabilitazione logopedica può svolgere un ruolo importante. Il training delle abilità uditive segue i consueti livelli progressivi di difficoltà, dalla semplice attenzione ai suoni fino alla comprensione del parlato in situazioni più complesse, come il telefono, il rumore o la musica. Fin dall’inizio, però, il lavoro deve essere calato in contesti comunicativi reali, in modo che l’esercizio percettivo sia sempre collegato all’uso concreto della comunicazione.