Che cos'è il linguaggio?

Il linguaggio è una funzione cognitiva complessa, il cui sviluppo dipende dall’interazione tra molte competenze diverse, come vista, udito, competenze motorie, attenzione, memoria e funzioni esecutive.

Pur con una notevole variabilità individuale, nello sviluppo tipico si osserva un percorso relativamente condiviso. Per questo motivo è importante riconoscere alcuni campanelli d’allarme che possono indicare la presenza di una difficoltà o di un disturbo del linguaggio.


Ritardo di emergenza del linguaggio

I bambini che a 24 mesi producono meno di 50 parole e non combinano ancora due parole vengono definiti late talkers, cioè bambini con un ritardo di emergenza del linguaggio.

L’evoluzione può essere diversa: alcuni recuperano spontaneamente entro i 36 mesi (late bloomers), mentre in altri casi le difficoltà persistono e può iniziare a delinearsi un disturbo del linguaggio, che è necessario indagare.

Disturbi del linguaggio

I disturbi del linguaggio si distinguono generalmente in primari e secondari.

I disturbi primari del linguaggio riguardano specificamente lo sviluppo linguistico e non sono spiegati da altre condizioni neurologiche, sensoriali o cognitive. Sono:

Nei disturbi secondari, invece, le difficoltà linguistiche dipendono da cause che possono essere:


Quando può essere utile una consulenza logopedica?

Quando:

Più in generale, ogni volta che i genitori hanno dubbi su quale siano i modi migliori per sostenere lo sviluppo comunicativo del proprio bambino.


Come si svolge la valutazione?

La valutazione logopedica comprende sia componenti strutturate, attraverso l’uso di test standardizzati, che non strutturate, basate sull’osservazione del bambino nel gioco e nell’interazione.

La valutazione può includere:

Quando possibile possono essere utili anche video familiari, che permettono di osservare il bambino nelle situazioni quotidiane.


In cosa consiste il trattamento?

Il linguaggio non può essere propriamente “insegnato”. Il lavoro terapeutico consiste piuttosto nel creare le condizioni necessarie affinché possa emergere e svilupparsi spontaneamente.

Per questo il trattamento si ispira ai principi dell’incidental learning, utilizzando le situazioni comunicative naturali come occasione di apprendimento.

A seconda delle esigenze del bambino si lavora sulle diverse componenti dello sviluppo linguistico:

Le attività vengono proposte attraverso materiali coinvolgenti e personalizzati, privilegiando il gioco e tutto ciò che può essere manipolato ed esplorato. Non utilizzo computer o tablet, preferendo strumenti concreti che favoriscano l’interazione.


Cosa c'entra la musica?

La musica può rappresentare un supporto importante nello sviluppo della comunicazione. Linguaggio e musica condividono molti elementi, come ritmo, turnazione, dialogo ed espressività.

Per questo utilizzo spesso attività musicali per sostenere lo sviluppo linguistico in modo spontaneo e coinvolgente, lavorando allo stesso tempo anche su attenzione, memoria e funzioni esecutive.


Che ruolo hanno i genitori?

I genitori sono parte fondamentale del percorso terapeutico. Sono infatti le persone che trascorrono più tempo con il bambino e che possono sostenere lo sviluppo del linguaggio nella vita quotidiana.

Per questo motivo li coinvolgo sempre nel lavoro, in modo che ciò che avviene durante la terapia possa essere portato anche a casa e ampliato nelle situazioni quotidiane. Svolgo anche incontri di parent training, dedicati alla condivisione di strategie utili per favorire uno sviluppo comunicativo armonico.