Che cos’è la paralisi facciale?
È una condizione in cui i muscoli mimici del volto perdono, totalmente o parzialmente, la capacità di muoversi a causa di un’alterazione del nervo facciale (il settimo nervo cranico), una struttura particolarmente vulnerabile lungo il suo decorso anatomico.
Questo nervo controlla la maggior parte dei movimenti del volto e svolge un ruolo importante nell’espressione delle emozioni, nella chiusura dell’occhio, nell’articolazione della parola e nella gestione della saliva.
Si distinguono generalmente forme periferiche, dovute a una lesione o infiammazione del nervo facciale lungo il suo decorso, e forme centrali, legate invece a lesioni delle strutture cerebrali che controllano il movimento del volto.
Tra le cause più frequenti:
Paralisi di Bell
Interventi chirurgici del distretto testa-collo
Tumori (ad esempio tumore della parotide o neurinoma dell’acustico)
Traumi
Malattie neurologiche
Forme congenite (presenti dalla nascita)
La paralisi facciale può avere ripercussioni importanti nella vita quotidiana, sia sul piano funzionale che su quello relazionale. Inoltre possono comparire contratture e sincinesie, cioè movimenti involontari associati che si attivano insieme a quelli volontari del volto (ad esempio, la chiusura dell’occhio durante il sorriso).
In cosa consiste la riabilitazione della paralisi facciale?
La riabilitazione ha l’obiettivo, quando possibile, di ristabilire il controllo dei movimenti del volto, migliorare la simmetria e prevenire la comparsa di sincinesie.
Il trattamento si basa su due assi principali:
Manuale: massaggi specifici dei muscoli facciali e applicazioni di calore per migliorare l’elasticità dei tessuti e preparare la muscolatura al movimento, fornendo un feedback tattile e propriocettivo
Funzionale: esercizi mirati che aiutano la persona a recuperare il controllo volontario dei movimenti del volto, anche con l'aiuto della terapia specchio
Ogni percorso viene costruito in modo personalizzato, tenendo conto della causa della paralisi, del tempo trascorso dall’insorgenza e delle caratteristiche e le esigenze della persona.
La riabilitazione è utile anche dopo un intervento chirurgico?
In alcuni casi la paralisi facciale viene trattata con interventi di rianimazione chirurgica, cioè tecniche che mirano a ricostruire il movimento del sorriso o della mimica facciale. Tra le più utilizzate:
Anastomosi nervose con il nervo trigemino o ipoglosso
Mioplastica di allungamento del muscolo temporale
Trasferimento del muscolo gracile
In questi casi la riabilitazione logopedica, pre- e post-operatoria, gioca un ruolo fondamentale nell’aiutare la persona a imparare a controllare il nuovo movimento e a integrarlo in modo naturale nella mimica del volto.
Qual'è la mia esperienza in questo ambito?
Ho avuto la fortuna di formarmi con Frédéric Martin, logopedista francese tra i maggiori esperti a livello internazionale nella riabilitazione della paralisi facciale.
Insieme a lui ho presentato un lavoro di ricerca originale al congresso internazionale IFNS – International Facial Nerve Symposium, uno dei principali incontri scientifici dedicati allo studio del nervo facciale.
Il progetto, incentrato sulla riabilitazione nel contesto della mioplastica di allungamento del temporale, è poi diventato la mia tesi di laurea ed è attualmente alla base di un protocollo riabilitativo originale in corso di pubblicazione.